« ricusare alcuna riforma delli abusi, qual sia giudicata onesta« et conveniente. Ma supplicarla a non permettere che questo« popolo senza suo demerito sia trattato con leggi più aspre« delli altri cristiani (i) ».
Nei due memoriali presentati al papa in nome della cittàdi Milano si tornava in particolar modo ad insistere sul ter-rore dei supplizi e sull’acerbità immisericorde dei tribunaliecclesiastici: si ricordavano inoltre i gravi scandali prodottidalle penitenze pubbliche ed i danni delle zitelle, che perleggiere colpe restavano infamate. Si aggiungeva che percontravvenzione ai suoi editti sul ballo il cardinale avevaproibito alle ragazze per lungo tempo il matrimonio, e chefaceva gittare come carogne fuori dei cimiteri i cadaveri dicoloro che da lui colpiti di scomunica o d’interdetto, eranovenuti a morte prima dell’assoluzione (2). A voce gli oratoriricordavano poi anche al pontefice che le molte riserve dipunizioni erano contrarie ai sacri canoni ed alla dottrina deidottori della Chiesa ( 3 ).
La marea da ogni parte saliva: da ogni parte spiegavasil’opposizione contro l'arcivescovo. Tra il clero stesso si leva-rono numerosi reclami e forti ostilità e, cosa strana, ardi-rono mordere il cardinale perfino due Gesuiti , dei quali lasetta, tenendosi disonorata, invano tentò di far cassare dallastoria la memoria ed il nome (4). L’uno fu il padre Parra,che il governatore erasi tolto a confessore : l’altro fu il pa-
(1) Istruzione 18 novembre 1579 agli oratori del Comune di Milanoal papa; Arch. Civico suddetto, ivi.
(2) Memoriale 18 novembre 1579 della Camera Milanese al papa;altro memoriale 20 febbraio r58o; ivi.
(3) Lettera 30 gennaio 1580 degli oratori di Milano ; ivi.
(4) Sala, Biografia cit., n. 100.