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viaggio sino a Roma , ebbe a disto-gliersi da quel suo proponimento (1).Di là tornando, rivide Firenze e gli a-mici suoi; poscia ancor malaticcio rim-patriò. Nò si stette quieto gran tempo,oliò sul cessare del 1797 si recò uni-tamente ali' amorevole e degno suoconcittadino C. Nicola Martinelli, a Mi lano , credendo che la mutazione delclima gli avrebbe giovato. Ma così nonavvenne. Egli allora ritornò a Rùmini,é portassi in villa a respirare 1’ auradolce e pura del colle di Covignano,e a godere ivi il rimanente della vita.
(1) Il Tenente Maresciallo Colli giunse a Itimi»,'la mattina dei 13 genii. 1797, accordato dall'Impe-ratore austriaco Francesco II , alle tante istanze delS. Padre, acciocché spiai generale assumesse il co-mando de' suoi soldati. Corteggiato dal Prelato eda diversi Gentiluomini si condusse a riscontrarei quartieri militari, poscia il forte Sigismondo consalve d'artiglieria ; finalmente veduto il porto e lepiù rispettatoli fabbriche della città, proseguì ilsuo viaggio per le altre città di Romagna — Duegiorni dopo era già di ritorno per Roma — (V.11 manoscritto di M. Zanotti, Riiji. che trovasi nellailibl. Coni. di liimini coltitelo: Giornale di Ili -min/, anno mdcciiic, tomo viti, p. 2).