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A. D. BKKT01.A
Un ingegno <ìì prima sfera il La Motto (1)incominciò a battere tra' Francesi altro cam-mino, inventando egli stesso. Indi inventaronoi più avveduti favolisti di quella nazione ; manessuno raggiunse il La Motte, tranne il Vol taire (2), il quale ne’pochi apologhi eh' ebbeil capriccio di scrivere, ha un sapore squisitono' soggetti non mono che nello stile. Quo'Francesi poi che ebbero il coraggio di maneg-giar di bel nuovo i soggetti esopiani, promo-vendo il sonno mirabilmente, fecero di so stessiun' amara e moralissima favola : Od altri piùrecenti che hanno inventato, han riscosso locompre lodi di alcuni giornalisti, e nulla più:e fu stravagante un poco, ma non affatto in-giusto colui che portatosi da un libraio , il
(1) La-Motte. Fu un celebre scrittore di commedie etragedie, di anacreontiche, egloghe e favole di tutta suainvenzione. Volle tradurre VIliade d’Omero senza puntosapere di greco, e V abbreviò bizzarramente. Avea stu-diato belle lettere presso ai gesuiti , cui egli professavasommo rispetto ed amore, dicendo che a loro dovea ognicosa. Nato a Parigi nol 1678, mori criatianaweute nel1731.
(2) Vollaire. Grande poeta francese , ma di troppolicenzioso o sfrontato. Scrisse tragedie e pochi apologhiche lo rosero illustre. Fu capo d’un* empia congiura peratterrare ogni religione, syndo di tutte nemico. Mira-bile è un epitaffio, proposto da un bell’ingegno inglese pel monumento che aveasi ad erigere in Parigi alia me-moria di lui, che leggea» nel giornale: The Valhol\c òSa*yacme, may 1831, a pag. 823: