SAGGIO SOPRA LA FAVOLA - SF.Z. II 4 1Rcir arto di ben condurre 1’ apologo 0 di ab-bigliarlo modestamente. V'ha più favolisti an-cora in questa nazione, i quali nò danno, nòtolgono granfatto alla gloria di ossa, o nomi-nati o taciuti,
Le favole letterarie in ispagnuolo del signorY-Riart (1), cho il di lui gentil fratello il si-gnor Cavaliero Y-Riart ebbe la bontà di farmiconoscere e assaporare in Vienna , spirano unfino garbo nel giro delle ideo o do’ sentimenti:alcuni le desiderano più animato ; tutti peròle riconoscono come un modello di nitidezza.
Strano è veramente cho gì' italiani non ab-biano avuto favole in versi fino a" dì nostri,eglino cho tradlicevano Esopo in prosa, o scri-vevano versi bellissimi ; eglino cho lavoravanode' capi d’ opera in tanto originali novello inprosa, quando lo altro nazioni d'Europa sape-vano appena leggere. 11 Cavaliere di Jaucourtcon una franchezza degna di un enciclopedi-sta afferma che il pregio di ben raccontare òesclusivamente proprio do' Francesi : dimenticòcho noi abbiamo narralo aureamente con boc-caccio. con Sacchetti, con Fironzuola, con Mac-chiarono , con Castiglione (2) o con più altri
(1) Y-lharl. Poeta spagnuolo ili gran nomo, nacqueNi II' isola ili Toneritfa circa la metà ilei secolo scorso.Fu il primo fra gli spagnuoli cho pubblicò favole origi-nali ; studio sempre gli antichi e i moderni scrittori difavolo ; e ne tradusse M II Fedro .
(2) V Malfai, Storia delta teli ìlal.