A. D. BERTOLA
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uomini di talo sfera; e cho lo pin bolle no-vello francesi son tolto dallo opero di que'no-stri sommi maestri. Noi non avremo meravigliadi una tale dimenticanza, che cosi per rispettovogliamo chiamarla : a più altre e più fortisono giornalmente soggetti i Francesi ; o inParigi si fanno con serietà agl'ltaliani di quellodomando che noi saremmo ad un Ottentotto (1)cioè ss sia fra noi chi legga , chi scriva ; soabbiamo arti, mestieri, e finanche i più ordi-nari comodi della vita : nè la gentilezza concui di noi asseriscono scrivendo è minoro diquella con cui interrogano parlando.
Quando diciamo di non aver avuto favolopoetiche fino a questi giorni, si dee però in-tenderò di libri che altro non contengono chofavole : poiché noi possediamo moltissimi apo-loghi in verso sparsi qua o là in poemi di va-ria indole o ampiezza : e trascurati presso noi,siccome avviene dove sia soverchia dovizia. Eno ha il Pulci (2) nel Morgante d'assai inge-nui e lepidi, e no ha 1' Ariosto (3) nella I, li,IV, V, e VI, delle sue Satire , e son tinti diuna vernice sovranamente oraziana : no hannoaltresì il Borni e l’Alamanni (4) ; o altri nonno sono senza.
( ì ) Gli Ottentotti sono popoli aborigeni dell’Africa meridionale , schiatta rozza ed incolta , che sembra in-termedia fra quella dei mori e dei negri
(2) V. Maffei sopracitato.
(3) V. Maffei sopracitato.
(4) V. Maffei sopracitato.