SAGGIO SOPRA LA FAVOLA - SEZ II 43
II Dottor Crudeli (1) fu sorso il primo a ten-tare fra noi l’apologo sciolto dal corpo di ro-manzo o poema, o in versi italiani ; giacché oGabriolo Facrno (2) e altri di minor grido cidiedero favole in versi latini. Corto nessun in-gegno fu più atto di quel del Crudeli a conseguirel'ingenuità e l’amenità : questa rogna in granparte nelle quattro tavolette che ci restanodi lui.
11 Roberti (3) è nelle mani di tutti ; e vi sa-rebbe forse con più fortuna, so non avesseposto in fronte allo sue favole quel bel discorso,il quale è propriamente una magistrale con-danna in regole della maniera con cui egli haeseguito. E potea mai queir ottimo uomo pie-gare alla «scorrevolezza , alla ingenuità di fa-volista quel suo stile tanto leccato o pom-poso ?
11 sig. Abato Rassereni (4) non si è atter-rito del La Fontaino, nò certo il dovea conquel suo ingegno tutto osopiano. Ardirò io ac-cennarne i difetti ? Un giudice sommo non satrovarvegli, o glieli perdona in grazia di tanta
(1) V. Pref. di G. Carducci ai Poeti Erotici del se-colo XVIII , pag. xvn, Firenze , G. Barbèra, 1868.
(2) Faerno . Cremonese, fiori nel XVI secolo, e scrisse100 favole in versi latini, trasudo argomenti da Esopo e da altri autori antichi; esse ebbero l’applauso uni-versale.
(3) V. Alasse!, Storia della teli. Hai. o Riccardi, Man.d'ogni letterat. Ravenna 1S58.
( I) V. Alasse! sopracitato.