A. I). «ERTOLA
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o il Massei (1) nella Merope , il Voltai TO nellaZaira o Gessnoi' calcano felicemente Torme diquei maestri. Nella seconda occupano i primiposti Esopo , Terenzio , Franco Sacchetti , il Fi-renzuola, il Berni (2) nel suo Orlando , gli au-tori delle commedie la lancia , il Granchio ,l'Errore, la Spina (3) che molti si maraviglie-ran no ch'io citi porche non gli han lotti ; inoltre Molière (4), La Foniamo, o Goldoni (5)nello suo commedie veneziane, che alcuni nonvogliono assaporano, e ben puniscono so stessidella loro ingiustizia. Sarebbe vano il nomi-nar qui altri, che potrebbero ancor nominarsi:ho voluto incordare T idea di quello duo ma-niero, e non già svolgere una biblioteca.
Non si può sorso caratterizzar meglio T in-genuità, che dicendo dover essa comparire dase venuta o non ricercata. E nol genero sem-plice, ma è qualche cosa di più clic la sem-plicità ; nò i vocaboli natio , candido diconoabbastanza ; bisogna aggiugnervi alquanto di
(1) V. Riccardi sopracilato.
(2) V. Riccardi sopracitato.
(3) La rancia è di Michelangelo Buonarroti ! , scrittain ottava rima; il Granchio e la Spina sono di LeonardoSnlviati; e VErrore è di Giambattista Golii. Tutti e trefiorirono nel secolo XVI.
(4) Molière (1022-73). Celebre poeta comico francese Le sue commedie originali sono a lodarsi per la ma-niera con cui sono scritte , non per la loro moralità;che ve ne ha poca o nulla affatto.
(5) V. Massei. Sloria della lelt. Hai.