A. D. HERT0LA
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sorso lo tornerebbe il Pulci, so i suoi pensierifossero un poco più in armonia col suo stilo.L’ Ariosto erodo di dover principalmente ab-bracciare la lepidezza in grazia della nicchia,dirò così, entro cui adattò lo suo favole : ocome non avrebbe egli, volendo , conseguitoquost’ altro pregio , egli che ne condì in sìdolce guisa tante parti del suo gran poema ?
Io non so se il Roborti si proponesse que-sta qualità : certo è che anche coloro che piùamano i suoi apologhi, non dicono di trovar-lavi. 11 signor Pignotti poi non la si prefissoin alcun modo, piacendogli di battere un sen-tiero ora apertamente fiorito, ora brillanto digalanteria tutto quanto. 11 sig. Rassereni laprose di mira e la colpì in molto favole, e piùancora ne' prologhi, malgrado la non semprefelice negligenza della espressione : la colpìsoprattutto nel giro e nella natural caduta deiversi, nella spontaneità delle rime, nella can-dida e inaspettata prontezza di certi ridessi.No addurrò alquanti esempi.
Nella favola 0 del libro 4, t. 2 s’introducoa parlare la Colomba con grande ingenuità ;e sul finire entra in scena il poeta a questomodo :
Ingannato si soventelo mi trovo, che a ragionePosso appresso le personeDarmi il titol à'innocente.
La favola 1 dol libro 3, t. 5 ha molti tratti