SAGGIO SOPRA LA FAVOLA - SEZ. IV 05veli ; tanto evidente è la loro bellezza. I piùaccorti poi analizzeranno con gran diletto quelVezzo, quel tuono, quel colorito che regnanoladdove si fan parlare gli animaletti più man-sueti e gentili, e dove si esprimono i loro ap-passionamenti più dilicati; o vedranno perquanti gradi e per quali artifizi si devii feli-cemente da Bsopo, e si cresca sopra Fodro.
Fra gli Alemanni non è da tacersi il signorPfefFel, il quale ha forse voluto comporsi unaingenuità , mescendo insieme , e temprandol'una coll' altra le tinte del favolista frigio odel francese . Ne vaglia di saggio il prologhettoeh'egli fa precedere alle suo favolo : io lo ri-durrò alla nostra prosa , diffidando però dilarne sentire tutto il garbo originalo:
Una fanciulla venditrice di stori in Atene , eio credo che si chiamasse Taide, portava at-torno narcisi, garofani, gelsomini e mille bellecose. 5 *imbattè in una dama che le parlò bru-scamente: Io non saprei che fare de'tuoi maz-zetti; sarà appena sera, e queste tue belle coselanguiranno tutte. E la povera fanciulla : Si-gnora, io non inganno il compratore ; io nondico che i fiori sieno immortali.
Lettore, io penso Io stesso di questi apologhi.
Fra i nostri il Firenzuola aggiugne mirabil-mente un non so che di proprio al gusto oso-piano ; o so avesse scritto in versi, non teme-rebbe sorso il paragono del La Fontaine ; nòBbrtola. Dento favole scelte. 5