A. I>. BEKTOI.A
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Alcuni han disputato so la moralità debbaossero collocata piuttosto in principio che inlino doli’ apologo : lo che è a un dipresso ildisputare so debbano aprirsi più da un latoche dali’altro lo finostro di una galleria: cer-tamente secondo che i quadri chiederannolume. Così in quelle favole in cui 1' artifiziodella condotta è tale, che vogliasi far indovi-nare lo sviluppo a chi legge, io credo che siala stessa cosa il collocarla prima o poi. Esopo però ama di serbarla sempre pel fino, sorsoper quel suo straordinario amore della sem-plicità ; siccome Fedro , forse per amore dellanovità, si tiene molto volte ali’opposto in quo’casieziandio in cui si mira a procurare il piaceredella sospensione, e in cui la moralità nonpuò venire acconciamente che in ultimo.
Talvolta si ommette , e si lascia al lettorela cura e il piacerò di adattarla : e ciò riescoopportuno allorché la verità che risulta dal-l’allegoria è troppo manifesta, o allorché l’al-legoria è tale che dia luogo a più d’ una ve-rità. V’ ha ancora un terzo caso, e non é ilpiù raro, e vuole mio mal grado uscirmi dellapenna : od ò quando il favolista ha ritrovatoun soggetto ridente e pittoresco, e non sa ri-fiutarlo , benché non vi vegga una moralitàcorrispondente. Distendo il soggetto , e conboll’aria di mistero lascia il pensiero dellamoralità a chi voglia addossarlosi : picciolamalizia poetica da riprendersi meno poro che