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Vita di San Carlo Borromeo rapportata alla storia / Cino di Villaflora
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tamente informarlo : lo vediamo dolersi dei suoi vicari chein ciò non lo accontentino abbastanza. Egli si trova sullespine perchè non può esercitare tutto il suo potere in Mi­ lano , ma non gli lanimo di abbandonare la corte delpontefice ove egli è ministro e padrone.

In unaltra lettera (i) si lamenta amaramente di un eretico-che fuggendo dalla diocesi di Milano gli è scappato di mano,ed impone energici provvedimenti per impedire la diffusionedelle libere idee religiose.

Contro queste idee che andavano rapidamente guadagnando-terreno anche in Italia , vegliava lInquisizione . Convenivaestendere e rincrudire le procedure del Santo Uffizio poichénelle classi colte italiane era diffuso un certo spirito pocofavorevole a Roma e non solo « moltissimi vescovi, vicari,« frati e preti, ma molti dellInquisizione stessa erano ere-c tici > ( 2 ). Limplacabile Michele Ghislieri , quel Ghislieri chea Roma aveva a stento potuto scappare dal palazzo dellIn­ quisizione incendiato da furore di popolo, aveva in Milano ,nel convento delle Grazie, chetamente gettate le basi del-lInquisizione Spagnuola. Anche a Roma , in un concistoro-di cardinali trattavasi di regalare a Milano lInquisizione diSpagna : Pio IV già ne aveva dato parola agli ambasciatoridi re Filippo, mancava altro che di stendere la bolla dinomina dell'inquisitore proposto dal re stesso (3).

A questo annunzio grave fu lindignazione in Milano . Il-

(1) Agosto 1561, citata da Locatelli, pag. 52.

(2) Compendio della Santa Inquisizione ; Cantò , Storia degli Italìanì fcap. CXLV.

(3) Lettere 7, 18, 21, 24 e 27 agosto 1563, e deliberazione 18 agostostesso del Consiglio Generale di Milano , nellArchivio civico di S. Car-poforo in Milano , sotto la classificazione: Deliberazioni del Consiglio Ge-nerale.